FEB 18 | news

Certificazione Eco Bio Cosmesi

Certificazione Eco Bio Cosmesi

ICEA è tra gli organismi più riconosciuti nel settore di Certificazione Etica ed Ambientale. La certificazione Eco Bio Cosmesi risponde innanzitutto all’esigenza di rispettare il benessere del corpo: la scelta di un prodotto certificato è quindi la migliore garanzia per proteggerlo.

 

Questo significa utilizzare prodotti le cui materie prime siano state scelte e selezionate seguendo un rigoroso disciplinare che fonda i suoi principi sui concetti di Biologico, Ecologico e Naturale.

 

Certificazione ECO BIO COSMESI

 

Chi è ICEA? 

 

ICEA, Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, è un consorzio che controlla e certifica aziende che svolgono la propria attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, tutelando la dignità dei lavoratori e i diritti dei consumatori.

ICEA è un importante organismo del settore in Italia e in Europa, dove opera per favorire uno sviluppo equo e socialmente sostenibile che dall’agricoltura biologica si estende agli altri settori del bioecologico.

 

Perché scegliere ICEA?

  • Perché è un ente che certifica la qualità di prodotti salubri e sicuri, attraverso controlli severi e scrupolosi su tutti gli ingredienti e sul prodotto finito; tutela la salute del consumatore, soddisfandone le aspettative tramite una definizione corretta, trasparente e completa di Eco Bio Cosmesi;
  • Perché prevede rigorosi test dermatologici (anche per pelli sensibili) sul prodotto finito, garantendo formule pure e dermocompatibili, più adatte a pelli sensibili e delicate;
  • Perché promuove e diffonde la cultura e i valori legati al Biologico, anche attraverso l’organizzazione di eventi e campagne di sensibilizzazione.

 

Che cosa caratterizza i prodotti dell’Eco Bio Cosmesi?

  • L’utilizzo di materie prime prevalentemente derivate da agricoltura biologica;
  • L’assenza nei prodotti finiti di materiali discutibili dal punto di vista ecologico, sia nel prodotto stesso che nell'imballaggio;
  • L’assenza di materie prime non vegetali considerate “a rischio”, ovvero allergizzanti, irritanti o compromettenti la salute del consumatore;
  • La riduzione dell'impatto ambientale dovuto alla riduzione degli imballaggi superflui o non riciclabili.